Da “La Voce di Romagna”,
28 dicembre 2007
AL PUNTO
D’ INCONTRO AI CAPPUCCINI SI REGALANO CAPRE AI PAESI AFRICANI
di
Martina Nicolazza ( Liceo Classico “Dante Alighieri “)
Si
è davvero più generosi a Natale? Sarà il clima natalizio, ma
sempre più persone sono sensibili alle necessità di popolazioni
disagiate. Il Punto d’incontro Ai Cappuccini si occupa della
realtà cittadina e delle persone invisibili, almeno
all’apparenza, e coordina iniziative a sostegno del Dawro-Konta
(Etiopia) e di altre missioni dei Cappuccini in Africa. Parlando
con Laura Triossi, una volontaria della sede dei Cappuccini ( in
via Felicia Rasponi), ci si può rendere conto di quanto, anche
in una realtà piccola come Ravenna, ci siano molti emarginati e
soprattutto si può comprendere tutta la passione che spinge i
volontari ad aiutare le persone più sfortunate. Questo Natale,
come già gli scorsi anni, il Punto d’incontro Ai Cappuccini ha
sostenuto “l’operazione sportine”. Tale progetto prevede la
distribuzione di 180 buste con generi alimentari vari a persone
che vivono per strada. Un’altra proposta dei Cappuccini è quella
del “regalo dirottato” che consiste nel versare un’offerta
libera per sostenere uno dei progetti dei Missionari Cappuccini
in Dawro-Konta (Etiopia); ad esempio la costruzione di un
dispensario per i primi interventi sui numerosi ammalati della
regione. Questa idea di dirottare i regali può apparire buffa,
ma solleva dall’onere di girare per cercare un regalo per la
famiglia o per i colleghi di azienda e permette di fare una
buona azione. Alcuni hanno scelto di regalare una pecora o una
capra alle famiglie più bisognose del Dawro-Konta e in questo
modo migliorare notevolmente le loro condizioni di vita.
Da “CORRIERE ROMAGNA”, 30 novembre 2007
UN CENTRO
DI ASCOLTO PER CHI CHIEDE AIUTO
di Federica Ferruzzi
IN DIECI MESI IL PUNTO
D'INCONTRO "AI CAPPUCCINI"
HA ACCOLTO QUASI 400 PERSONE
RAVENNA. Tra i primi a Ravenna ad aprire un centro di ascolto, il punto d’incontro "Ai Cappuccini"
ha visto passare in dieci mesi di attività (riferita al periodo
2006/07) quasi 400 persone. In maggioranza si tratta di
immigrati, provenienti principalmente dall'Est Europa (163), dal
Nord Africa (70) e dall'Africa (62). A chiedere ascolto sono
stati anche italiani (da settembre a giugno sono stati 49),
seguiti dal punto di vista numerico, da cittadini dell'ex
Jugoslavia (46).
In generale, gli utenti si sono recati nella sede di via Felicia
Rasponi una sola volta in dieci mesi di attività (il servizio è
disponibile dalle 14 alle 16.30 di ogni martedì). Tra i tanti
che hanno dichiarato di avere una casa in cui vivere, ci sono
però più di settanta persone che hanno ammesso di non avere un
tetto, mentre 15 fanno i conti quotidianamente con gli spazi
ridotti di una roulotte. La maggioranza (ben 328 persone) non ha
un lavoro, mentre 69 ne svolgono uno in nero o sottopagato. Come
sottolineato dalla responsabile Laura Triossi, "i dati di
quest'anno non si discostano troppo da quelli registrati nel
2006, quando dal centro passarono 406 persone . E se i nuovi
utenti l'anno scorso sono stati 269, quest'anno se ne sono
contati circa 15 in meno". "A differenza del 2006 - riprende la
Triossi - è calato il numero dei pensionai che faticavano ad
arrivare alla fine del mese, forse anche perché la Caritas e i
Servizi Sociali hanno incrementato la loro attività". Le persone
a cui sono stai distribuiti indumenti sono in tutto 841, e
poiché spesso hanno avanzato richieste anche per i propri
familiari, i vestiti distribuiti hanno toccato quota
duemila."Spesso - prosegue - si rivolgono a noi molte donne
immigrate che ci chiedono materiale per la propria famiglia. Di
solito sono senza lavoro, mentre il marito nella maggioranza dei
casi, lavora saltuariamente".Utenti del servizio sono anche le
numerose badanti che si occupano degli anziani ravennati, che si
recano al mercatino dell'usato (il giovedì, dalle 14.30 alle18)
per riuscire ad accaparrarsi, con pochi euro, vestiti, oggetti,
libri. Per i più bisognosi invece il punto d'incontro ripropone
ogni anno "l'operazione sportine", ovvero la distribuzione di
generi di prima necessità (ma non solo). Chi vorrà - con un
offerta che in genere si aggira sugli 8 euro, e che verrà
raccolta durante le messe di sabato 1 e domenica 2 dicembre
nella chiesa di via Oberdan - potrà contribuire al finanziamento
del progetto. Coloro che invece desiderano dare un contributo
più significativo, potranno sostenere i progetti attuati dai
sette missionari cappuccini in Dawro-Konta, dove si sta
lavorando alla costruzione di un dispensario. Piccoli gesti che
in realtà possono significare molto per le comunità
dell'Etiopia. Bastano infatti 25 euro per regalare una pecora,
che per una famiglia del posto rappresenta una fonte di vita.
Con poco più di cento euro invece si può invece aiutare un
bambino, permettendogli di sottoporsi ad un'operazione agli
occhi a cui diversamente non potrebbe ricorrere.
Da “RisVeglio Duemila”, 9 giugno 2007
PRESENTATI A RAVENNA I PROGETTI MISSIONARI IN CORSO
di Fabrizio
Casanova
Al termine
dell'incontro promosso dal
Punto d'Incontro Ai
Cappuccini e tenutosi
lunedì 4 giugno alla Sala di via Oberdan 3, Ravenna,
abbiamo chiesto ai due
protagonisti, Carla
Ferrari e Padre
Gabriele Bonvicini che cosa ci fosse alla base della
loro scelta di andare
in missione e di servire le popolazioni
povere.
"E' il mistero della vocazione
- dice p. Gabriele, missionario in Etiopia dal 1974 -
comunque io già da giovanissimo
avevo il desiderio di partire per la missione".
Avevo diciotto anni - risponde
Carla - e capii che
non volevo vivere per me
stessa, ma per gli altri. Così
sono entrata nelle Ancelle
dei Poveri (sono laiche che
vivono 'in mezzo al mondo'
per servire gli altri, facendo i
voti di povertà, castità e obbedienza),
e sono partita:
prima dieci anni in India e
poi, da 32 anni, sono in Etiopia.
Dopo
l'introduzione di padre
Dino Dozzi, Carla e padre
Gabriele hanno illustrato,
con l'ausilio di diapositive, i progetti di aiuto sociale
in Dawro Konta - Etiopia - dove
i missionari/e si danno
da fare per migliorare le condizioni
di vita della popolazione.
Nella località di Baccio è stato da poco aperto un dispensario che
funge da
Pronto Soccorso e mini-ospedale;
per metà è stato finanziato dalla raccolta
avviata
dal Punto d'Incontro ai
Cappuccini di Ravenna, con
cui i missionari sono continuamente
in contatto; anche
la dotazione sanitaria giunge,
per la maggior parte, dall'ltalia.
Lì sono
frequenti gli
interventi agli occhi e altri
piccoli aiuti sanitari alle quaranta-cinquanta
persone che lo frequentano giornalmente;
molto diffuse sono malattie
come il tifo, la malaria e
l'aids. Per interventi chirurgici importanti,
invece, occorre
trasferirsi (su strade poco agevoli e con
scarsi mezzi) in un ospedale
posto a 60 chilometri
di distanza.
La mortalità infantile,
precisa Carla, è
calata grazie alla
massiccia campagna di vaccinazione.
Ravenna aiuta la
popolazione locale raccogliendo
fondi, ma anche favorendo l'acquisto di pecore:
se una famiglia etiope riceve una pecora avrà a disposizione
latte e magari, in futuro, agnellini.
A Baccio sono presenti
anche la casa delle Ancelle,
la chiesa (con aule per iniziative
pastorali) e la casa dei
Missionari. La partecipazione
alla S. Messa è più che discreta,
pur considerando che
solo l'1% della popolazione
è cattolica, il resto si divide
fra ortodossi (51%), musulmani (45%) e altre
religioni.
Il reddito medio è meno di un dollaro al giorno ! I
missionari e le Ancelle
fanno anche
educazione alla salute,
portano avanti progetti di
alfabetizzazione e istruzione, aiutano i tanti
orfani del
Paese.
Il sogno di Carla è di costruire un altro dispensario,
in una zona sperduta non ancora "coperta" dal
Governo, un po' come quello
che padre Raffaele sta costruendo a Duga. Un sogno
che per realizzarsi ha bisogno
anche del
nostro aiuto.
Da “La Voce di Romagna”, 6 febbraio 2007
Dal Classico e dallo
Scientifico un aiuto ai Missionari Cappuccini
I RAGAZZI DEI LICEI PER L’AFRICA
Il Punto d’incontro Ai
Cappuccini di via Felicia Rasponi vuole rendere pubblico lo
slancio di solidarietà manifestato dagli studenti del Liceo
Classico “Alighieri” e del Liceo Scientifico “Oriani”.
Sensibilizzati dai loro insegnanti, hanno raccolto una bella
somma di denaro per sostenere i progetti di aiuto economico e
sanitario portati avanti dai Missionari Cappuccini in Etiopia e
in Centrafrica. Hanno comprato: pecore per consentire la
sopravvivenza di tante famiglie in condizioni di estrema
povertà; quaderni e altro materiale scolastico per favorire la
frequenza scolastica dei bambini; cemento e mattoni per
contribuire alla costruzione di un ospedale per la prevenzione e
la cura dell’AIDS; latte e generi alimentari per un centro
nutrizionale. Il Punto d’incontro commenta così la vicenda: “In
tempi in cui i giornali ci informano sempre più spesso di
giovani i cui comportamenti suscitano condanna e riprovazione
nell’opinione pubblica, la sensibilità e la generosità degli
studenti liceali di Ravenna sono una bella lezione per tutti e
meritano gli onori della cronaca”. Per
chi volesse aiutare i missionari c’è il mercatino in via Felicia
Rasponi ogni giovedì dalle 14 alle 18.
Da “La Voce di Romagna”, 23
dicembre 2006
UNA SPORTINA PIENA DI
VIVERI
Campagna di
beneficenza dei Cappuccini
di Federico Spadoni
E’
iniziata l’Operazione sportine. Si tratta della distribuzione ai
bisognosi di sportine contenenti viveri e prodotti di primo
consumo; un’iniziativa ideata dal Punto d’incontro Ai Cappuccini
di via Felicia Rasponi,1. Il centro, gestito da padre Dino
Dozzi, è promotore di diverse attività di solidarietà che da
tempo hanno attirato l’attenzione di chi si occupa del settore.
Numerosi
i progetti portati avanti dai volontari durante tutto l’anno. Un
laboratorio “Ago e filo”, una guida all’uso dell’ago per
riparare gli indumenti ( tutti i giovedì dalle 16,30 alle 17),
“Conversazioni” degli incontri per favorire l’apprendimento
della lingua italiana e il “Centro d’ascolto e distribuzione” in
cui si aiutano i bisognosi dialogando e distribuendo indumenti.
Proprio dal successo del centro d’ascolto - avviato tre anni fa
e frequentato da circa 400 persone - è nata l’operazione
sportine. “Ad essere coinvolta è l’intera comunità della chiesa
dei Cappuccini - precisa Laura Triossi, membro dei volontari del
centro- che con le offerte versate già dal mese di novembre
permette l’acquisto di viveri. Segue la preparazione di 150
sportine che contengono cibi a lunga conservazione”. I
destinatari sono le persone che passano per il centro d’ascolto,
ormai diventato un punto di riferimento per extracomunitari e
non, a prescindere dal proprio credo. Molti sono anche i nuclei
familiari che chiedono appoggio. Per questo si cerca di
distribuire anche giocattoli e vestiti per i bambini meno
fortunati.
L’intero progetto è realizzato grazie al
prezioso contributo del supermercato Conad di via Galilei che
garantisce ai volontari del centro un prezzo ridotto sui
prodotti acquistati.
Da
ricordare è anche il mercatino dell’usato che viene allestito
presso il centro ogni giovedì dalle 14,30 alle 18. La vendita di
indumenti, libri e oggetti vari permette -oltre ad offrire
prodotti a basso prezzo- di sostenere i progetti dei missionari
cappuccini in Etiopia.
Da “CORRIERE ROMAGNA”, 6
dicembre 2006
Iniziativa con i
frati Cappuccini
GLI
ALUNNI DELLA GHISELLI AIUTANO L’ ETIOPIA
di Federica Ferruzzi
Gli studenti della
succursale Ghiselli della scuola media Damiano - Novello hanno
dato prova di altruismo aderendo ad un’insolita iniziativa
lanciata dal Punto d’Incontro Ai Cappuccini di Ravenna. Il
progetto, promosso e sostenuto dai padri Cappuccini dell’Emilia
Romagna nella missione del Dawro-Konta è denominato “Una pecora
per il Dawro”.
Tramite l’insegnante
vicepreside, prof.ssa Capurso, i ragazzi hanno raccolto
un’ingente somma di denaro per acquistare un gregge in Etiopia.
Una pecora per ogni famiglia povera è una risorsa preziosa e
rinnovabile. I giovani studenti hanno dato una lezione a quanti
non guardano oltre il ristretto e personale orizzonte
geografico. L’esempio di altruismo potrà essere seguito dai
cittadini che, per aiutare i missionari Cappuccini in Etiopia,
potranno recarsi al mercatino dell’ usato ogni giovedì dalle 14
alle 18, nella sede del Punto d’Incontro in via Felicia Rasponi.
Da
“La Voce di Romagna“, 5 dicembre 2006
La "Ghiselli"
acquista un gregge per l'Etiopia
RAVENNA- Il punto
d'incontro Ai Cappuccini di via Felicia Rasponi 1, vuole
segnalare la sensibilità
e lo slancio di solidarietà degli studenti della
succursale Ghiselli della scuola media Damiano -Novello. Tramite
l'insegnante, la vicepreside prof.ssa Capurso, gli studenti
hanno in breve raccolto una somma di denaro per acquistare un
gregge in Etiopia. Trattasi dell'adesione ad un progetto
denominato "Una pecora per il Dawro" promosso e sostenuto dai
cappuccini dell'Emilia Romagna , nella missione del Dawro Konta.
Una pecora per ogni famiglia povera è una risorsa preziosa e
rinnovabile. Per aiutare i missionari cappuccini in Etiopia ,
c'è il mercatino dell'usato ogni giovedì dalle 14 alle 18, al
punto d'incontro in via Felicia Rasponi.
Da "CORRIERE ROMAGNA", 1
dicembre 2006
STORIE
"INVISIBILI" DI ORDINARIA POVERTA'
di Federica Ferruzzi
Cresce
in città l'impegno dei cappuccini per i bisognosi
Ravenna. Sono in
aumento, già rispetto all'anno scorso, le persone che ogni
martedì, dalle 14 alle 16.30, si rivolgono al punto d'ascolto "
Ai Cappuccini" di via Felicia Rasponi. Aperto dal 2003, il punto
rappresenta un vero riferimento per le persone "invisibili",
spesso senza documenti, che necessitano di assistenza e di
indumenti. ma accanto agli immigrati, che a volte si fermano
anche solo per scambiare due parole, sono sempre di più le
richieste da parte di pensionati e di ravennati che non riescono
ad arrivare a fine mese. "L'anno scorso, da settembre a giugno,
sono stati registrati 397 contatti - commenta Laura Triossi,
responsabile - Se prima, in media ne contavamo circa sedici,
oggi ne registriamo non meno di ventitre per volta e i dati ci
dicono che sulla totalità dei casi, circa 261 vengono segnalati
come "nuovi clienti". Di questi, se 168 provengono dall'Europa
dell'est e 81 sono nordafricani, ben 53 sono invece locali.
Situazioni precarie sono state percepite anche per persone
inserite regolarmente nella società -racconta - ma che hanno
perso il lavoro e devono comunque provvedere alla famiglia".
Come recita il nome, spesso il servizio rappresenta anche solo
un punto in cui ricevere ascolto, e da cui essere dirottati
verso centri più specifici. "Qualche giorno fa, ad esempio, è
arrivata una ragazza marocchina davvero disperata, che ci ha
voluto raccontare di come i ladri le avessero svaligiato la
casa". Come ogni anno infine, anche per questo week-end il
centro distribuirà una ricca sportina piena di alimenti di prima
necessità, frutto della solidarietà di chi vorrà contribuire con
un'offerta di otto euro. Chi fosse interessato può rivolgersi al
centro (0544-213362) o visitare il sito
www.aicappuccinidiravenna.it.
Da ”RisVeglio Duemila”, 24 dicembre
2005
“Un letto, un vestito, un pasto caldo e
amicizia: i veri doni”
di Fabrizio Casanova
Siamo
a Natale: tutti pronti,dopo giorni
frenetici trascorsi in giro per negozi, allo scambio dei doni,
al pranzo luculliano in famiglia, ad una serata al cinema o al
ristorante… e poi, ma sì, perché no? A Natale si può anche
andare a Messa, perché “ fa bene”. Inutile riempire queste
colonne di retorica: almeno chi scrive, non si aspetta certo
di essere” più buono” a Natale;
basterebbe che le testimonianze di vita, una vita sofferta,
disagiata, o sulla via del recupero, come quelle che
pubblichiamo in questa pagina, servissero a vivere in modo più
consapevole e meno consumistico la Natività di
Gesù Cristo, il Figlio di Dio.
Natale al Ceis…
Gruppo Famiglia Minori…
La tavola e il letto di San Rocco…
L’opera della Stella Maris…
Punto d’incontro “Ai cappuccini”
Per alcuni il regalo di Natale sarà un
vestito usato ( ma rimesso a nuovo) o una sportina
di alimenti: sono le persone, una
trentina ogni volta, che al martedì pomeriggio si recano al
Punto d’incontro “Ai cappuccini” per parlare con i volontari
laici e con i membri dell’Ordine Francescano Secolare e ricevere
da loro aiuto. Sotto la supervisione di padre Dino
Dozzi, qui da anni si sta portando
avanti un lavoro duplice: da un lato si aiutano immigrati,
extracomunitari (nel 2004 quasi 400 persone aiutate, oltre a 403
“ritorni”) ed italiani, attraverso la raccolta e poi
distribuzione di vestiti o l’Operazione sportine che si fa a
Natale grazie anche al contributo dei fedeli. Si aiutano anche
gli stranieri ad inserirsi nella società: in particolare per i
problemi legati alla lingua ( si fanno conversazioni in italiano
una volta la settimana), al lavoro, alla casa, alla salute.
Dall’altro il Punto d’incontro fa anche opera di formazione
spirituale e culturale con incontri mensili di spiritualità,
occasioni di dialogo e approfondimento. Senza dimenticare lo
sguardo oltremare: il laboratorio missionario, il mercatino
dell’usato e la lotteria annuale servono per sostenere i
progetti dei Missionari Cappuccini in
Dawro-Konta (Etiopia).
“Da noi – ci dice Laura Triossi, una
delle volontarie – le persone trovano disponibilità: le facciamo
entrare e siamo pronti ad ascoltarle; per quanto
ci è possibile, le aiutiamo a
risolvere i loro problemi. Pensi che ci sono tanti bambini e
tante mamme in difficoltà, o famiglie intere che non riescono a
sbarcare il lunario. Ci sono numerose badanti che, appena non si
ha più bisogno di loro, vengono
licenziate e, se non trovano lavoro nel giro di alcuni mesi,
rischiano l’espulsione. Non mancano i nostri pensionati che si
fanno vedere specie verso la fine del mese. Devo dire che
Ravenna continua ad essere solidale: per l’Operazione sportine
ci sono giunti tanti fondi ed anche di vestiario ne riceviamo
tantissimo”.
Da “Il Resto del
Carlino”, 15 novembre 2005
Inchiesta di Michela Casadei
sulle” Nuove povertà”
CAPPUCCINI: Al Punto d’incontro aumentano le persone indigenti
A caccia di scarpe usate per risparmiare
Anche le lunghe file davanti
al mercatino dell’usato di via
Felicia Rasponi,
al Punto d’incontro “Ai cappuccini”, parlano chiaro. “Il martedì
è dedicato alla distribuzione gratuita di
indumenti ai bisognosi. Cerchiamo di dare un aiuto a
tutti, ma negli ultimi tempi sono molto aumentate le persone in
difficoltà. Il giovedì c’è il mercatino che è aperto a tutti. In
questo caso l’abbigliamento ha un costo, se pur minimo e il
ricavato dalla vendita viene
destinato a sostenere i progetti dei Missionari cappuccini in
Etiopia” Laura Triossi, una delle
volontarie, spiega che anche in questa seconda giornata il
mercatino dell’usato è popolatissimo:
”Fra quelli che comprano sicuramente sono in forte crescita le
persone povere, gente, per intenderci, che acquista per
necessità e per la quale tre euro per un paio di scarpe di
seconda mano è già un prezzo molto elevato” A fare la spesa di
abiti usati , perché non possono permettersi di andare nei
normali negozi, sono soprattutto extracomunitari. “Il
disagio, però, è visibile anche tra
gli italiani: fra questi molti giovani che vengono dal Sud , ma
anche ravennati, soprattutto anziani
soli che stentano ad arrivare a fine mese”
Da
"CORRIERE DI RAVENNA",
21 febbraio 2005
CON I FRATI CAPPUCCINI LA SOLIDARIETA' E' DI CASA
di
Federica Ferruzzi.
Il "Punto d'Incontro"di via Felicia Rasponi non offre solo aiuti
materiali. In meno di un anno assiste circa mille persone.
Sorto come attività
dell'ordine francescano secolare, esiste un "centro" in città
che, partendo dalla solidarietà, è diventato un importante punto
di riferimento per chi ha bisogno. Grazie all'impegno di circa
35 tra volontari e frati, al "Punto d'incontro ai Cappuccini" di
via Felicia Rasponi, non si ricevono solo indumenti, coperte,
cibo,ma anche e soprattutto tempo prezioso dedicato all'ascolto.
Dal 2003 infatti, all'interno della struttura che ospita gli
sportelli per il contatto col pubblico, si è creato un luogo
d'ascolto in cui le persone vengono accolte per essere sentite
su necessità che vanno oltre la richiesta di una semplice
coperta. Questo processo ha fatto in modo che da ottobre 2003 a
giugno 2004, il Centro sia stato in grado di assistere
all'incirca un migliaio di persone. Oltre alla città, a cui il
Centro si interessa anche con incontri volti a promuovere la
formazione spirituale e culturale , il Punto d'Incontro si
occupa inoltre di missioni all'estero, e più precisamente in
Etiopia. " Sostanzialmente - spiega la volontaria laica Laura
Triossi - sono tre le iniziative portate avanti dal Centro. La
prima è quella di raccolta, che riguarda articoli di qualsiasi
genere, dai piatti ai vestiti. Tutto ciò che si riesce a
raccogliere viene passato in rassegna per essere inviato, a
seconda della qualità dei materiali, al macero, o per essere
distribuito ai poveri nella giornata del martedì dalle 14 alle
16, o ancora per essere collocato tra gli oggetti che
costituiscono il mercatino, aperto il giovedì dalle 14,30 alle
18. La seconda - continua - riguarda invece la raccolta per
l'aiuto alle Missioni in Etiopia, i cui fondi sono realizzati
dal ricavato del mercatino, dalla confezione e vendita di lavori
di ricamo del laboratorio missionario- il martedì dalle 15 alle
17 - e dalla lotteria annuale, la cui estrazione avverrà
domenica 1 marzo, e i cui biglietti possono essere acquistati il
giovedì durante l'orario di apertura del mercatino. Tutto il
ricavato andrà a sostenere i progetti del missionari cappuccini
nel Dawro-Konta. In ultimo - conclude- abbiamo organizzato nel
terzo mercoledì del mese, dalle 17,30 alle 19,una serie di
incontri dedicati al dialogo e all'approfondimento di grandi
temi, letti attraverso il messaggio francescano, grazie al
supporto di padre Dino Dozzi, superiore dei Cappuccini, ma anche
biblista, giornalista e studioso". Sebbene non sussista un vero
e proprio rapporto con il "Banco Alimentare", come avviene per
Parrocchie e Caritas, il Centro, a partire dal Natale scorso, ha
dato il via all'operazione sportine, " iniziativa che- spiega
Laura - grazie ad una speciale convenzione con il supermercato
Conad di via Galilei, offre ai poveri qualcosa di sfizioso da
consumare, latte cioccolato e biscotti. Viveri agili che non
richiedono cottura". Dalle lezioni d'italiano a quelle di
cucito. dagli incontri di approfondimento in via Rasponi, al
finanziamento dei progetti nella lontana Africa, il Centro
testimonia come l'impegno di poche persone, molto motivate,
renda possibile una rete di sostegno reale per chi ha bisogno.
Da “La Voce di
Romagna”, 13 gennaio 2005
LA SOLIDARIETA’ ABITA IN VIA RASPONI
di
Annamaria Gradara
Distribuiscono abiti e cibo; più di mille le persone
raggiunte
Una stradina secondaria, stretta tra il
Convento dei cappuccini e il Duomo. Una strada anonima e
spoglia, per tanti bisognosi – volti che non si vedono o non si
notano,davanti e intorno alle
eleganti vetrine del centro cittadino – l’indirizzo dove trovare
qualcuno che ti allunga una mano. Per degli
abiti che riscaldino, per un pasto, per un po’ di conforto, per
ricevere consigli. In via
Felicia Rasponi, a lato del Convento dei cappuccini, stanno i
volontari del Punto d’incontro che, dall’ottobre 2003, funziona
a pieno ritmo come centro di ascolto e distribuzione di
indumenti e cibo, ai poveri della città. Operosi volontari che
hanno trasformato vecchie stanze e stanzoni in un luogo
di accoglienza aperto almeno un paio
di giorni a settimana, il martedì e il giovedì. Portando avanti
così un’attività di carità – legata in primo luogo alla
distribuzione di indumenti – che ha
avuto da decenni nell’Ordine dei francescani secolari il punto
di riferimento. Oggi sono almeno 35, tra francescani secolari e
volontari laici, le persone che mettono a disposizione
parte della propria vita per
organizzare i servizi del Centro d’ascolto di via Felicia
Rasponi.
Laura Triossi, la portavoce del Centro, ci accoglie con una
determinazione contagiosa. “Sono una laica – racconta – ho
trovato qua un luogo dove potere essere utile, impiegare il mio
tempo ora che mia figlia è grande”: Si è rimboccata le maniche,
Laura, e, insieme agli altri
volontari, è riuscita a dare un’organizzazione, diciamo così,
“moderna” a un’opera di carità già funzionante da tempo. “Quando
ho cominciato, qua già passavano tante persone. Insieme
agli altri volontari ci siamo accorti
che non potevamo limitarci a dare alle persone che si
rivolgevano a noi solo degli indumenti, del cibo. Chiedevamo
alle persone “Cosa fai”, “Da dove
vieni”. Così queste persone entravano ed entrano
tutt’oggi, trovano qua un tavolo dove
potersi sedere per mangiare, delle sedie dove riposarsi. Si
siedono e parlano. Ma se qualcuno non
vuole parlare non fa niente. Va bene lo stesso. Noi siamo qui”.
E’ nato così il Centro d’ascolto. Nell’ottobre del 2003. “Alla
fine di giugno 2004- riferisce Laura Triossi - le persone che si
sono rivolte a noi sono state 384. A questa cifra va
aggiunto il fatto che alcuni di loro
hanno preso cose, abiti o cibo, per altre 137 persone. Abbiamo
anche contato il numero di bambini che queste persone hanno
detto di avere con sé e siamo arrivati alla cifra di 509”. Sono
quasi un migliaio i bisognosi che il Punto d’incontro “Ai
cappuccini” ha potuto raggiungere con i propri servizi.
I poveri, qui, ricevono abiti che vengono
raccolti, selezionati, distribuiti dai volontari. “La città è
generosa – racconta Laura – ma del resti
i clienti non ci mancano”. E che storie,dietro
a quelle mani che si stendono per ricevere un aiuto. “Che
storie” dice Laura, e non occorre neppure entrare nel merito per
immaginare scenari di difficoltà estrema, anche in una città
come Ravenna. Storie di uomini e
donne. “Soprattutto le donne, ti colpiscono di più. Donne che
vengono, spariscono, tornano”. Donne fuggite
da paesi in guerra, o dalla miseria, o spesso tutte e due.
“Ricordo un’anziana croata – dice Laura – Ha
perso il marito e il figlio, i serbi hanno bruciato il suo
villaggio. Ha messo le sue cose in una borsa e ora fa
la barbona qua, vive per strada,
chiede l’elemosina per trovare i soldi per andare a dormire
all’ostello”.
Oltre agli indumenti, i poveri che si rivolgono al Punto
d’incontro ricevono anche sportine di
alimenti. Le borse sono pagate dalle offerte dei cittadini e
realizzate grazie al supermercato Conad Galilei oppure grazie
alla collaborazione del Banco alimentare. Per Natale ne sono
state preparate circa 150. C’è anche il laboratorio “Ago e filo”
al Centro. Perché in certe condizioni
imparare a riparare un indumento ha la sua importanza.
E poi ci sono le “Conversazioni”,
l’insegnamento della lingua italiana, il giovedì pomeriggio.
Ma soprattutto ci sono persone grazie
alle quali è possibile dare concretezza alla parola solidarietà.
Da “La Voce di
Romagna”, 13 gennaio 2005
UN AIUTO ANCHE AL SUD EST ASIATICO
di
Annamaria Gradara
Con il mercatino dell’usato
contributi alle missioni in Etiopia
Un aiuto ai
poveri della città. Ma anche un aiuto alle
popolazioni dell’Etiopia, attraverso i missionari cappuccini in
Dawro – Konta.
E un aiuto, in questi giorni, ai paesi
colpiti dal maremoto, nel sud est asiatico. C’è anche
questo tra le attività che partono dal Convento dei cappuccini e
dal Punto d’incontro di via
Felicia Rasponi.
Una realtà che ha in padre Dino
Dozzi la sua guida. Ed è
stato il padre a indirizzare i
volontari verso l’iniziativa che li vedrà oggi attivi per
raccogliere fondi per le popolazioni colpite dalla catastrofe
naturale lo scorso 26 dicembre. Il ricavato
di oggi del tradizionale mercatino dell’usato del giovedì
pomeriggio ( ore 14,30-18 ), sarà infatti interamente devoluto a
un paese dell’India meridionale, distrutto dall’onda dello
tsunami. I soldi che saranno raccolti
nella giornata di oggi – ma ci sarà tempo per la raccolta fino
al 20 gennaio – saranno affidati a Philo,
una donna indiana, appartenente all’ordine delle Ancelle dei
poveri, originaria di Cochin, in
India, dove si recherà personalmente per portare soccorso ai
propri connazionali. Il mercatino dell’usato, ma anche il
laboratorio di confezione e vendita di lavori di ricamo e
cucito, sono le attività principali attraverso le quali
cappuccini, francescani secolari e volontari laici raccolgono
fondi per aiutare le missioni in Etiopia. I progetti sostenuti
sono diversi e mirati. Per la fornitura di
acqua potabile, per l’adozione scolastica, ma anche per
consentire alla popolazione di acquistare pecore, fondamentale
fonte di sostegno. Durante le feste
natalizie i ravennati, con i
propri contributi, hanno consentito l’acquisto di una trentina
di pecore, con donazioni di 25 euro. Piccoli grandi gesti. |